Incoraggiare la restituzione degli abiti usati, rendendola semplice, automatizzata e soprattutto conveniente per i cittadini: questa è l’idea da cui nasce TexMat, un progetto ideato nell’ambito del programma Horizon Europe con l’obiettivo di rivoluzionare la raccolta dei tessili post consumo attraverso un sistema di incentivo economico collegato ai mercati dell’usato.
Avviata il 1° ottobre 2025 e attiva fino al 31 marzo 2029, l’iniziativa dispone di un budget complessivo di 7,6 milioni di euro, di cui oltre 6,7 milioni derivanti da contributo dell’Unione Europea. Riunisce 14 partner provenienti da sette Paesi UE e coinvolge diverse tipologie di soggetti, come centri di ricerca, università, imprese e organizzazioni.
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Un sistema di “deposito” per i tessili
Il progetto si basa sull’idea di un sistema di rimborso premiante per le persone che restituiscono capi riutilizzabili o riciclabili. In pratica, una forma di deposito cauzionale (Deposit Return Scheme, DRS) applicata ai tessili a fine vita: chi riporta gli indumenti usati riceve in cambio un incentivo economico. L’obiettivo è duplice: aumentare i tassi di raccolta e ridurre il volume di abiti che oggi finiscono in discarica o all’incenerimento.
Secondo le stime, nel 2022 in Europa sono stati generati circa 16 kg per persona di rifiuti tessili (6,94 milioni di tonnellate in totale), di cui circa 11 kg pro capite non sono stati raccolti separatamente e sono confluiti nei rifiuti domestici indifferenziati. TexMat mira a intercettare questa quota, rendendo il conferimento non solo un obbligo ambientale, ma un’azione economicamente vantaggiosa.
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Contenitori intelligenti e passaporto digitale
Non solo. Il sistema prevede unità di raccolta automatizzate, ovvero contenitori intelligenti in grado di valutare la qualità dei capi conferiti e di separare automaticamente gli articoli riutilizzabili da quelli destinati al riciclo o allo smaltimento. La tecnologia dialoga con il futuro passaporto digitale di prodotto (DPP) previsto dalle norme europee sull’ecodesign. Attraverso l’acquisizione di informazioni sui materiali e sulla composizione dei capi, il sistema è in grado di indirizzare ogni articolo verso il canale più appropriato: mercato dell’usato, riciclo o gestione come rifiuto. In questo modo i cittadini non devono valutare autonomamente quali capi possano essere rivenduti o riciclati. Grazie all’automazione è inoltre possibile ridurre il ricorso al lavoro manuale nelle fasi di selezione e migliorare l’accuratezza della classificazione. Il sistema è anche in grado di notificare ai produttori quando i tessili restituiti richiedono una gestione formale come rifiuti, contribuendo all’attuazione della responsabilità estesa del produttore (EPR).
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Nuovi modelli di business circolare
TexMat sviluppa nuovi modelli di business, creando opportunità commerciali legate all’estensione del ciclo di vita dei prodotti tessili, in un’ottica di economia circolare. Per testare l’efficacia del sistema, sono previste attività pilota in Finlandia e Spagna, dove le soluzioni verranno sperimentate in contesti reali per valutare la partecipazione dei consumatori, le prestazioni tecniche e la possibilità di scalare il modello a livello europeo.
Tra le realtà che partecipano al progetto, l’azienda estone Protex Balti sta lavorando all’integrazione di un passaporto digitale dei prodotti nei capi di abbigliamento, mentre le spagnole Rovimatica e STAM SRL, insieme all’italiana IRIS Technology Solutions, stanno collaborando allo sviluppo del contenitore intelligente e dei relativi strumenti digitali.
L’ambizione di lungo periodo è accelerare la transizione verso un’economia tessile più sostenibile e circolare, contribuendo alla riduzione dei rifiuti, alla valorizzazione dei mercati dell’usato e al rafforzamento dell’indipendenza europea dalle risorse. Ancora più in concreto, TexMat punta a trasformare un problema crescente, ovvero l’eccesso di abiti scartati, in un’opportunità economica e ambientale.
Articolo scritto da Maria Carla Rota
Questo blog è un progetto editoriale sviluppato da Ecomondo con Materia Rinnovabile
Credits:
Foto di Markus Winkler
PUBBLICAZIONE
23/02/2026