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Transizione sostenibile? La tecnologia non basta: servono persone e competenze

Transizione sostenibile? La tecnologia non basta: servono persone e competenze

Il 24 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale dell’educazione, proclamata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sottolineare il ruolo cruciale dell’educazione nel favorire la crescita delle future generazioni, il benessere della società intera e lo sviluppo umano. Un’iniziativa che offre lo spunto per riflettere sull’importanza di istruire le persone, fin da giovanissime, anche su tematiche come ambiente, circolarità e innovazione, se si vuole accelerare il processo di transizione ecologica. Perché la sostenibilità non è solo questione di tecnologia, ma anche di capacità di generare nuove professionalità e di perseguire un aggiornamento costante nel corso della vita lavorativa.


Professioni green e mismatching domanda-offerta
Quello della formazione è un aspetto su cui l’Italia evidenzia un grande divario: il mercato dei green jobs continua a svilupparsi, ma la scarsità di tecnici qualificati frena la crescita. A fronte di una domanda sempre maggiore di competenze legate alla transizione, emerge un deficit strutturale di capitale umano. Secondo la ricerca “Traiettorie – Flussi migratori, competenze e transizione energetica, promosso dalla Fondazione Maire-ETS, c’è un gap di oltre 800.000 lavoratori nei settori green, per colmare il quale servono percorsi integrati di upskilling, corridoi lavorativi, riconoscimento delle competenze e programmi di tutoraggio. Non solo: nel 2023 i lavoratori stranieri rappresentavano già oltre un quinto degli addetti ai green jobs in Italia, ma la gran parte di essi è impiegata in mansioni di base, a causa della difficoltà di riconoscere le qualifiche acquisite all’estero e della carenza di percorsi di formazione tecnica e linguistica. 

A confermare il mismatch tra le competenze disponibili e quelle ricercate dalle aziende sono vari studi, tra cui il Green Skills Report 2025, condotto dall’Economic Graph di LinkedIn. Da questa indagine emerge con forza un paradosso, che vede due trend contrapposti: da una parte, le assunzioni di professionisti della sostenibilità sono cresciute in media del 3,7% nel nostro paese e del 6,2% a livello globale; dall’altra, su base annua le competenze green in Italia sono diminuite del 6,3%, passando dal 15,5% (2023-2024) al 9,2% (2024-2025).


 



Transizione ecologica, ma anche digitale
Serve un’alleanza stabile tra imprese, scuola, università e istituzioni per fare dell’educazione e della formazione una strategia di investimento a lungo termine. Se ne è parlato anche a Ecomondo 2025, in occasione del convegno “Green Jobs, capitale del futuro”, organizzato dal progetto “Green Jobs & Skills ” di Ecomondo-IEG in collaborazione con Unioncamere Asvis: per il quinquennio 2025-2029 si prevede una domanda di 4 milioni di lavoratori con competenze green, che coinvolgerà ben due terzi del fabbisogno occupazionale del nostro Paese.

Le competenze più richieste spaziano da una generale “attitudine green”, ovvero la capacità di ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza, adottando soluzioni efficaci a livello energetico e ambientale, a competenze tecniche specifiche per la gestione di prodotti e tecnologie, fino alla domanda di e-skill mix, con l’integrazione di almeno due competenze digitali avanzate, come l’uso di Big Data e AI per l’ottimizzazione degli impianti, a conferma di quanto la transizione ecologica e quella digitale siano legate. 

 



SAFTE, Scuola di Alta Formazione per la Transizione Ecologica


Proprio per soddisfare la ricerca di figure professionali qualificate, nel settore sia pubblico che privato, è nata SAFTE, la Scuola di Alta Formazione per la Transizione Ecologica, promossa da Italian Exhibition Group e Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, in collaborazione con EcomondoReteAmbiente, giunta alla quinta edizione.

La mission è quella di diffondere e valorizzare la cultura della sostenibilità all’interno di imprese, enti e associazioni, favorendo processi di upskilling e reskilling: si rivolge a manager, dirigenti, amministratori, tecnici, consulenti e professionisti, interessati ad acquisire nuove competenze o perfezionare quelle già possedute, affinché integrino efficacemente i nuovi paradigmi dello sviluppo sostenibile nei piani strategici e industriali delle realtà in cui operano. La Scuola è destinata anche ai responsabili e ai dirigenti della pubblica amministrazione coinvolti nella transizione ecologica ed energetica, ma è pure aperta a giovani professionisti e neolaureati, con la possibilità di ottenere borse di studio che coprano il 50% del costo di iscrizione.

Basato sull’assunto che un approccio settoriale e specialistico non è più sufficiente per gestire un problema sistemico come la responsabilità ambientale, il percorso multidisciplinare si sviluppa per dodici settimane (20 marzo – 19 giugno 2026) ed è suddiviso in quattro unità tematiche, per un totale di 80 ore di attività formativa in modalità e-learning: l’unità introduttiva, dedicata alle linee di indirizzo nazionali ed europee riguardanti la variabile E (Environment) degli ESG, è seguita da due unità di elevata specializzazione, dedicate all’economia circolare dei materiali e alle strategie energetiche, e poi da un’unità conclusiva, che integra economia ed energia nella struttura ESG dell’azienda. Sono previsti sia incontri interattivi in confronto diretto con i docenti sia moduli formativi che i partecipanti possono gestire autonomamente attraverso un servizio streaming dalla piattaforma dedicata.

IEG Academy, l’Officina dei Talenti


SAFTE è a sua volta parte di IEG Academy, iniziativa ideata da Italian Exhibition Group per favorire formazione e aggiornamento professionale: uno spazio di crescita condivisa, dove percorsi formativi, laboratori e contenuti digitali si intrecciano per valorizzare i talenti e trasformare il sapere in azione. Questa realtà nasce dall’evoluzione naturale di un percorso già avviato da tempo all’interno del Gruppo, con l’obiettivo di integrare e valorizzare i tanti progetti che nel corso degli anni hanno contribuito alla crescita del personale.

Al centro dell’Academy si colloca la IEG Business School: attraverso master interni dedicati ai middle manager e ai giovani di potenziale, promuove lo sviluppo di competenze in leadership, innovazione e gestione del cambiamento, ma offre anche il know-how di IEG al territorio in cui si inserisce, creando connessioni tra imprese, università e centri di eccellenza. Facendo incontrare formazione e innovazione, si genera valore sostenibile e condiviso a favore dell’intera comunità.
Articolo scritto da Maria Carla Rota

Questo blog è un progetto editoriale sviluppato da Ecomondo con Materia Rinnovabile

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21/01/2026

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